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domenica 12 giugno 2011

“Vedere” il mercato

(Ridurre la complessità 3)

Per il trader che vuole smettere di fare pericolose "previsioni" e sta imparando a “vedere” il mercato è di primaria importanza capire come distinguere le fasi tipiche, che normalmente caratterizzano un mercato. Infatti, quale che sia la tecnica di trading prescelta, l'operatività del trader dovrà necessariamente essere adattata alla particolare fase che il mercato sta attraversando e allo specifico timeframe prescelto. 


Descriviamo brevemente le 4 fasi comunemente osservabili su qualsiasi mercato e in qualsiasi intervallo di tempo.















1. Trend
Riconoscere un mercato in fase di trend è piuttosto facile. Un mercato, come insegna la teoria di Dow, è in tendenza rialzista quando, nell'intervallo di tempo considerato, mostra prezzi minimi e massimi crescenti. In effetti, come ben si sa, basta guardare l'andamento del nudo grafico e verificare se c'è la possibilità di disegnare sullo stesso grafico una freccia diretta verso l'alto. Niente di più semplice. I trend possono essere osservati su qualsiasi intervallo di tempo, a seconda dei timeframe sui quali si intende operare, tuttavia, occorre tener presente che i trend sono generalmente più persistenti quanto più è ampio il periodo considerato, mentre, al contrario, possono rapidamente invertire la loro tendenza sui periodi brevi o brevissimi.
“Vedere” un trend, quindi, non deve significare che conviene sempre aprire un trade per seguirlo. Quando un trend si rende visibile, esso potrebbe anche essere prossimo al suo esaurimento e improvvisamente ritracciare. Se c'è un trend è sempre opportuno aspettare una sua correzione, per poi provare a coglierne la ripresa.













2.Congestione
La congestione è un mercato laterale, una fase in cui l'incertezza degli operatori è manifestata da un grafico senza una chiara direzione con il prezzo che sale, poi riscende, poi risale per un periodo più o meno lungo, con una volatilità accentuata. Spesso si manifesta perché gli operatori sono in attesa di notizie importanti, talvolta perché dopo un importante movimento in trend, cominciano ad affiorare dubbi sulla sostenibilità dei nuovi livelli di prezzo  raggiunti e qualcuno comincia a prendere profitto, raffreddando la corsa del prezzo e generando la fase laterale. La congestione è estremamente difficile da tradare, perché in effetti ci sta dicendo che tutti gli operatori non sanno bene cosa fare, e perché la volatilità è spesso fuori controllo e ciò complica il posizionamento degli stop loss, facendo sì che saltino spesso. Quando si vede il prezzo andare sù e giù ripetutamente e senza alcuna logica , vuol dire che per un alto numero di operatori l'incertezza è massima e c'è uno scontro in atto fra rialzisti e ribassisti. Chi potrà prevalere? Non è dato saperlo. Il trader accorto non fa previsioni e non fa scommesse, e si astiene dall'operare in queste fasi.















3.Correzione
Ogni trend vive necessariamente delle fasi di prese di profitto e, come mostra il grafico sopra, dopo una lunga salita, si può manifestare una flessione del prezzo. Spesso, però, dopo la flessione, il prezzo riprende la sua corsa. E' di enorme importanza imparare a distinguere le correzioni dalle inversioni ed è forse una delle abilità più difficili da sviluppare. Il principio da tenere bene a mente è che un trend deve considerarsi persistente fino a palese evidenza contraria. Da ciò consegue che considereremo ogni movimento contrario al trend visibile  come correzione, pronti ad aprire posizioni in favore del trend allorché la correzione ci apparirà esaurita e il trend primario riprende. Nelle fasi in cui non ci è chiaro se stiamo osservando una correzione o una inversione ci asterremo dall'operare, finché il mercato non mostra di aver optato per una precisa direzionalità.
Un buon trend è caratterizzato da una bassa volatilità e dal suo rapido e continuo riprendersi. Finché il trend è solido, il suo “moto” è contenuto in piccole escursioni, e il suo tempo di ripartenza è molto breve. Quando l'ampiezza del moto aumenta vistosamente o il ritmo del trend rallenta si sta annunciando una pausa o una correzione. La pausa può evolvere in una fase laterale, caratterizzata da maggiore volatilità, e al termine di questa, nella ripresa del trend precedente o nella sua correzione.  Le correzioni sono di norma le migliori occasioni che si presentano al trader per aspettarne l'esaurimento ed entrare in un mercato che riprende la sua tendenza.














4.Inversione
Riuscire a “vedere” una inversione al suo primo manifestarsi dà al trader il massimo vantaggio, in quanto ciò gli può consentire di cavalcare una lunga fase del nuovo trend. Tuttavia, la fretta può essere molto pericolosa, in quanto è molto frequente l'errore di valutare come inversione ciò che, invece, si potrebbe rivelare come una profonda correzione. Pertanto, il trader accorto dev'essere disposto a  perdere parte del movimento iniziale di un nuovo trend nascente da  una ipotetica inversione, se desidera ridurre il rischio di trovarsi contro un trend in ripresa.
Per distinguere le inversioni dalle correzioni, è necessario osservare ciò che sta avvenendo sul grafico al timeframe superiore a quello sul quale intendiamo operare. Infatti, come si è visto, il trend è un ordinatore (vedi: Il Trend: l'ordinatore di un sistema caotico) e i trend maggiori tendono a prevalere su quelli minori; come sappiamo, se un trend è in atto, esso è sempre visibile  sulla scala superiore e, pertanto, è sul grafico di più lungo termine che possiamo avere conferma dell'avvenuta inversione. 


Acquisire la capacità di riconoscere visivamente le fasi appena descritte è di grande importanza, in quanto, come si è visto e si può intuire, ciascuna diversa fase richiede al trader di assumere scelte adeguate. Sulla base di tale premessa, nei prossimi articoli, mi propongo di spiegare compiutamente il mio metodo per stare sempre dalla parte giusta del mercato, ovvero a favore del trend dominante.

                          "Non basta guardare,
                          occorre guardare con occhi che vogliono vedere,
                           che credono in quello che vedono."
                                                    Galileo Galilei 






sabato 28 maggio 2011

Sapere e saper fare

Chi si avvicina al trading capisce in poco tempo la differenza fra sapere e saper fare. E' una differenza riscontrabile in tutte le professioni umane, come tutti abbiamo potuto sperimentare passando dalla scuola al lavoro.
In particolare nel trading, il saper fare richiede, insieme a diversi saperi teorici, una lunga esperienza pratica.
Molti trader capiscono abbastanza presto cosa fare: comprare la forza, vendere la debolezza, e seguire i trend. Comprare quando il trend è rialzista, vendere quando è ribassista e lucrare sulla variazione di prezzo.
A prima vista sembra un giochino da ragazzi, e questa apparente facilità attrae molti novizi che magari indovinano qualche trade, ma, prima o poi, finiscono per scoprire che il giochino è tutt'altro che facile.
E' opinione comune che più del 90% dei trader perde i propri soldi. Probabilmente sono proprio quelli che, fidandosi un pò troppo di qualche seducente “prova” statistica o di una visione semplicistica dell'analisi tecnica, tendono a fare previsioni e a “scommettere” in base ad esse.

Comprare la forza, vendere la debolezza, e seguire i trend. Ma non basta conoscere la teoria, bisogna saperlo fare in pratica. E non è un mestiere agevole. Sembra facile, ma non lo è.
Le "certezze" teoriche su come e quando conviene investire sono poche e limitate. Il trading, pur essendo un campo enormemente esplorato, non sembra ancora aver del tutto consolidato dei metodi e degli attrezzi convincenti e definitivi.
Seguire il trend è generalmente vantaggioso, supporti e resistenze possono talvolta rivelarsi utili per identificare possibili aree di pausa o inversione del prezzo, le divergenze di indicatori e oscillatori rispetto al prezzo possono segnalare possibili inversioni, ma fare trading costruendo “previsioni” in base a tali strumenti non può garantire operazioni vincenti.

E allora, perché un elevato numero di trader tende ad operare proprio in base a previsioni di questo tipo? Perché così spesso  si aprono trade sulla base di illusorie "previsioni" tecniche?

La più pericolosa insidia per il trader è proprio la sua umanissima e istintiva propensione a fare previsioni e a scommettere in base ad esse (vedi: Trading e Gioco d'Azzardo).
Il trader è spinto dalla necessità di entrare velocemente in un trend in quanto ciò gli garantisce il vantaggio di trovarsi tra i primi, beneficiando della spinta che i ritardatari imprimeranno sul prezzo. Questo bisogno lo stimola costantemente a tentare di cogliere possibili inversioni di trend al primo manifestarsi. Purtroppo, molti "indicatori" o "segnali" possono ingannare il trader avventuroso: il prezzo che incontra una resistenza e accenna a ripiegare, un improvviso balzo di volatilità in controtendenza, una lunga pausa di volatile consolidamento. Tutte circostanze in cui sembra annunciarsi un cambio di direzione e si è tentati di aprire impulsivamente posizioni contro il trend dominante. Così ci si espone al rischio di scambiare una semplice pausa o correzione per una inversione. Questo stimolo costante a prevedere è il peggior nemico del trader (vedi: 7 Errori Tipici).

Se si è consapevoli dell'imprevedibilità del mercato, il trading consente una sola strategia: imparare a seguire passivamente il trend nei suoi sviluppi.


Il trader raggiunge la maturità quando smette di fare previsioni ed impara a seguire semplicemente l'azione del prezzo, confidando ragionevolmente nella persistenza del trend visibile sul timeframe superiore a quello in cui sta operando.

Ma anche questa semplice soluzione non è alla portata di tutti. Anche seguire semplicemente il prezzo non è facile. Quando il trader vede su un grafico settimanale che il prezzo sale, può anche vederlo scendere nel grafico giornaliero. In situazioni di questo tipo, estremamente frequenti, è facile cadere nell'errore di scambiare una semplice correzione per una inversione del trend ed aprire un trade che si rivela subito contro il mercato.
Imparare a seguire il trend presuppone di avere idee molto ben chiare, basate su attente valutazioni macroeconomiche e sull'esperienza. Solo quando è in condizioni di agire con sicurezza,  con una chiara visione della dinamica di mercato in atto, il trader è in grado di attuare il proprio piano operativo, scegliendo il momento più favorevole per aprire il suo trade. Se non adotta questo schema sarà costantemente in balia di movimenti di mercato che non è in grado di interpretare e capire, e sarà costretto ad assumere le proprie decisioni sotto l'influsso di spinte emotive ed irrazionali.

Nel trading è necessario coltivare alcune “abilità di gioco” e fondare la propria operatività  su scelte di tipo strategico e tattico, come money management e rapporto rischio rendimento, più che su previsioni che possono spesso rivelarsi errate (vedi: 7 Regole (quasi) d'oro).
Il trading, quindi, va concepito più come un “arte” che come una scienzaE' una sofisticatissima forma di artigianato, e, come avveniva nelle vecchie botteghe artigiane, è una attività che richiede molti saperi, lunga esperienza, conoscenza e cura meticolosa degli attrezzi, confidenza con il materiale da lavorare e certosina attenzione a fatti a prima vista marginali. Come l'artigianato che si fa arte, il trading richiede estrema attenzione ai dettagli, a particolari apparentemente insignificanti e piccoli “trucchi del mestiere”.

                               "Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo."
                                                                                                 Aristotele  

venerdì 13 maggio 2011

7 regole (quasi) d'oro

Chi vuole sfidare l'insidioso Forex deve costruirsi una chiara strategia e, in base a questa, deve sviluppare un personale piano operativo. Fiuto, colpo d’occhio e intuizione possono essere utili, ma anche pericolosi.
Costruire una strategia significa darsi un metodo logico di trading. Vediamo come farlo.
Le idee presentate qui sono il risultato di un lungo studio sulle strategie dei grandi trader normalmente reperibili nei testi sacri del trading, oltre che dell'osservazione dell’azione dei prezzi in questo particolare mercato. Sono regole molto utili per elaborare un personale piano di trading, anche se non possono essere ritenute una garanzia di sicuro successo.
Vediamole:
  1. ricorda che la logica è vincente, l’impulsività può essere fatale
  2. usa l'analisi fondamentale per scegliere la coppia e decidere la direzione
  3. accoppia sempre la valuta più forte con quella più debole
  4. Usa l'analisi tecnica per decidere il momento di entrate ed uscite
  5. non rischiare mai più di 2% per trade
  6. fissa sempre lo stop loss
  7. segui sempre il trend dominante
Ciascuna di queste “regole” richiederebbe una specifica trattazione approfondita che nel prosieguo del blog proveremo a sviluppare. Per il momento limitiamoci a chiarire, in sintesi, perché sono cosi importanti e come vanno utilizzate.



ricorda che la logica è vincente, l’impulsività può essere fatale
Il continuo oscillare dei prezzi sul monitor stimola il sistema nervoso inducendolo a prendere decisioni impulsive. Vedere che improvvisamente il prezzo comincia a correre verso l'alto o verso il basso, può indurre istintivamente ad aprire un trade a favore di quel movimento per non perdere l'occasione ghiotta di profitto. Succede molto più spesso di quanto si pensi. Ma succede anche che improvvisamente, dopo che hai aperto il tuo trade, il prezzo si mette a correre nella direzione contraria.
Se non si impara ad affrontarlo con logica e lucidità costante il trading può essere molto frustante sul piano emotivo, oltre che disastroso per le proprie finanze.
Un trader impulsivo può anche indovinare casualmente dei trade, ma agire senza un piano logico non può che portare prima o poi ad un errore fatale per il proprio conto.
La condizione psicologica di distacco emotivo, freddezza, lucidità e razionalità è il requisito di base. Conquistare tale condizione vi dà un enorme vantaggio competitivo e vi mette nella condizione ideale per competere nel trading con buone possibilità di successo. Per approfondire vedi Primo: Usare la Logica
usa l'analisi fondamentale per scegliere la coppia e decidere la direzione
L’analisi fondamentale considera le notizie economiche e politiche per determinare il valore futuro di una valuta. Questo tipo di analisi è indispensabile per capire le prospettive di una valuta sul medio e lungo termine. Infatti una valuta altro non è che il termometro dello stato di salute dell'economia reale di una nazione e, quindi, rappresenta una situazione che certamente evolve, ma difficilmente cambia direzione da un giorno all'altro. L'analisi fondamentale è in grado di indicarci tendenze che possono durare per settimane, mesi o addirittura anni. E' il tipo di analisi che consente di scegliere la coppia di valute (la più forte contro la più debole) e di valutarne la direzione sul medio termine. Un elemento di grande importanza per questo tipo di analisi sono le stime sull'andamento dei tassi di interesse delle diverse valute. Tassi tendenzialmente crescenti indicano forza, tassi con prospettive di riduzione possono produrre debolezza.(vedi: Come Ridurre la Complessità)

accoppia sempre la valuta forte con la debole
Come avviene per le scommesse calcistiche, conviene sempre scommettere a favore della squadra più forte contro la più debole. Capire la tendenza di lungo periodo di coppie di questo tipo è piuttosto semplice ed intuitivo, seppure nel breve possono instaurarsi dei controtrend anche marcati. Ciò avviene quotidianamente per il susseguirsi di notizie e dati che vengono continuamente valutati dagli operatori.

Usa l'analisi tecnica per decidere il momento di entrate ed uscite
Solo quando, grazie all'analisi fondamentale, si ha una idea chiara sulla tendenza di fondo di una coppia di valute si può cercare il momento più favorevole per aprire un trade utilizzando i grafici.
Ma anche in queste situazioni favorevoli, bisogna temere l'imprevedibilità (e l'irrazionalità) dei mercati. Perciò converrà sempre comprare o vendere considerando che si assume pur sempre un rischio. Per la scelta del momento più favorevole conta enormemente l'esperienza; ma anche qui serve molta logica per cercare di tenere il rischio basso in proporzione al potenziale rendimento della operazione. Per quanto si discuta molto della dubbia affidabilità dell'analisi tecnica, che a mio avviso, da sola, non può garantire un bel nulla, una buona conoscenza di alcuni suoi assunti è certamente molto utile. In questo post trattiamo più specificamente l'argomento:Scienza ed Analisi Tecnica .

non rischiare mai più di 2% per trade
Molte persone sono attratte dal trading ed iniziano ad operare fantasticando di fare il “colpaccio”, guadagnare tanti soldi in poco tempo o addirittura con un unico trade che li renderà ricchi. Purtroppo spesso sperimentano il contrario. Il loro conto si azzera dopo pochi trade o addirittura con un solo trade sbagliato.
La ragione di questa tipica disavventura dei nuovi trader sta nella loro insufficiente preparazione ed esperienza dei mercati e, in particolare, del cosiddetto money management.
I migliori trader raccomandano di non rischiare MAI più del 2% del capitale dedicato al trading.
L'imprevedibilità del mercato impone questa precauzione fondamentale per evitare perdite letali.
Nessuno è infallibile nel trading e le fasi di perdita sono normali e fisiologiche.
Perdere soltanto il 2% in un trade significa che dovreste sbagliare 10 trade di fila per perdere il 20% del vostro conto. Limitando le perdite, come in una impresa che contiene i costi, potrete tenervi pronto per approfittare delle occasioni favorevoli che di tanto in tanto si presentano.

fissa sempre lo stop loss

Sii cosciente del fatto che ogni volta che apri un trade può succedere di tutto. Variazioni di tendenza improvvisa, salti di volatilità, movimenti di enorme ampiezza (anche 500 e più punti in meno di un ora). Ci sono troppi fattori quasi sempre non prevedibili che possono improvvisamente variare il movimento di un prezzo.
Per limitare il rischio entro il 2%, c'è una regola ferrea da rispettare sempre: impostare lo stop loss.
E' l'unico modo per assicurarsi che le eventuali perdite siano controllate e che non diventino insostenibili per il tuo conto.
Per valutare il rischio con il necessario distacco è buona norma decidere il livello dello stop loss prima di aprire il trade, quando la decisione non è condizionata emotivamente dall’oscillazione del prezzo. Una volta deciso il punto di stop, fissalo nel trade e non cambiarlo in base a sensazioni.

segui sempre il trend dominante

Non prendere decisioni sulla base di ciò che vedi accadere nel breve termine. Se hai capito il punto 2, per conoscere la direzione del mercato avrai guardato attentamente i dati fondamentali. Predisponiti sempre a seguire il trend di lungo termine che emerge da questo tipo di analisi. Sui grafici vedrai chiaramente se il trend degli ultimi mesi va verso l'alto o verso il basso. Seppure ti capita di vedere che il mercato si muove contro la tendenza dominante, aspetta pazientemente che questo movimento di reazione si esaurisca e che il prezzo riprenda il suo movimento di lungo periodo. Lo studio dell'analisi tecnica può essere utile per scegliere il momento più favorevole per l'apertura di un trade (vedi Il trend: l'ordinatore di un sistema caotico).

I traders esperti che leggono questo post sono caldamente invitati a segnalare altri suggerimenti, rilevare imprecisioni o errori. I meno esperti possono chiedere di chiarire eventuali dubbi.
"Se tu conosci l'avversario e conosci te stesso, non occorre che tu abbia paura del risultato di cento battaglie.
Se conosci te stesso ma non l'avversario, per ogni vittoria ottenuta soffrirai anche una sconfitta.
Se non conosci né te stesso né l'avversario, soccomberai a ogni battaglia".

                                                                                                                                Sun Tzu  

sabato 30 aprile 2011

Sinergetica


Nel suo bellissimo libro dal titolo "Sinergetica",  Hermann Haken ci fornisce alcune sue intuizioni illuminanti.
Osservando l’universo e l’ambiente che ci circonda, possiamo scoprire nella natura  una straordinaria varietà di forme caratterizzate da ordine, armonia, simmetria, come, ad esempio, le nebulose a spirale nello spazio, le strutture dei cristalli, le forme di molte piante e fiori.
Tuttavia, come è noto, in base alle leggi della fisica e più precisamente della termodinamica, il grado complessivo di disordine di un sistema fisico, dovrebbe continuamente aumentare.  Infatti, sappiamo che per i fisici la nascita dell’ordine andava considerato come un enorme fenomeno di fluttuazione, governato dalla fisica statistica, fenomeno che peraltro, secondo il calcolo della probabilità, doveva essere alquanto improbabile. Come spiegare, quindi, l’esistenza di strutture e di fenomeni ordinati?
Si era reso necessario quindi per la scienza trovare un principio generale in grado di spiegare queste “creazioni” di ordine. Tale  principio generale è fornito dalla sinergetica,  e cioè dalla scienza degli effetti combinati e collettivi, teoria scientifica che propone una  convincente spiegazione sulla realizzazione di stati ordinati ed anche sulle loro rapide e continue variazioni ed evoluzioni.
Con la scoperta del laser, dispositivo che genera fasci di luce coerente di lunghezza d’onda ben definite e di alta radianza, la fisica ci offre un modello di effetti combinati e collettivi descritti dalla sinergetica.
Hermann Haken ci aiuta a capirne l'importanza, spiegandoci come funziona il laser.
C'è una differenza molto precisa fra la luce di una normale lampadina e la luce del laser. 
Una normale lampadina al neon emette radiazioni in tutte le direzioni di diversa lunghezza d’onda e fra di loro sfasate (luce incoerente), il laser emette radiazioni collimate, di ugual lunghezza d’onda e in fase (luce coerente).












Nella figura, vediamo gli atomi come ometti che stanno in piedi in un canale pieno d'acqua. L'acqua simboleggia il campo luminoso. Quando la superficie del canale è in quiete non vi è campo luminoso, siamo al buio. Quando premiamo un interruttore, gli ometti (atomi), eccitati dalla corrente elettrica, si mettono a battere nell'acqua con dei bastoni, si crea un onda, un movimento ondulatorio della superficie. Avviene così la generazione di un campo luminoso prodotto da una normale lampadina. Con la normale lampadina il moto è del tutto irregolare. Nel laser, invece, l'onda luminosa si presenta regolare, come se gli ometti battessero i loro bastoni in modo regolare e sincronizzato, come una squadra affiatata, così da generare sulla superficie del canale un movimento uniforme.
E' come se un caposquadra battesse il ritmo, ma il caposqudra nel laser non c'è. Dunque, come funziona il laser? Il laser è costruito con due specchi in un tubo di vetro; gli specchi servono a trattenere il più a lungo possibile la luce all'interno del tubo, fino a quando una fra le onde luminose interne, dopo una fase di competizione fra onde di diverse ampiezze, non riesce a prevalere, obbligando tutti gli elettroni eccitati a sintonizzarsi sulla sua unica ampiezza, così ottenendo che tutte le onde, prima in competizione, si adeguino . Quindi l'onda vincente assume il ruolo di “ordinatore”. La cosa interessante è che, all'inizio, le varie onde vengono generate dagli elettroni in modo puramente casuale e spontaneo; dopo, risultano selezionate in base alla legge sulla concorrenza.
Secondo la sinergetica, quindi, le varie parti di un sistema sono governate da un principio ordinatore che, a sua volta, è prodotto dall’azione combinata e coordinata delle varie parti ad esso asservite. Un fenomeno quindi di autorganizzazione collettiva generato dalla concorrenza e al tempo stesso dalla cooperazione fra gli elementi che costituiscono un sistema.
Il fenomeno verificato con il laser si ritrova in innumerevoli altri processi della fisica, della chimica e della biologia. I processi che guidano l'evoluzione delle strutture non sono dunque quelli previsti dalla termodinamica, cioè quelli di aumento costante del disordine. Al contrario. In particolare nell'ambito della psicologia sociale e in sociologia si verifica il comportamento di interi gruppi che sembrano aderire all'improvviso a nuove idee, a mode, a correnti artistiche e tendenze culturali.
Ma, come nella società si osservano gruppi che vanno “controcorrente”, idee minoritarie e mode settoriali, così nei sistemi sinergetici possiamo riscontrare più ordinatori in competizione.
Le proprietà macroscopiche dei sistemi sinergetici vengono, perciò, spesso descritte mediante l'intervento combinato, o anche la competizione, di vari ordinatori (vedi: Il trend: l'ordinatore di un sistema caotico).
Vediamo cosa succede in un liquido riscaldato da sotto: per un certo intervallo di tempo prevale un ordinatore che domina gli atomi del liquido, eccitandoli e guidandoli verso l'ebollizione; dopo un certo tempo, la sua funzione si esaurisce e subentra nel processo il dominio di un diverso ordinatore, e questo alternarsi al potere si svolge in modo del tutto irregolare, cioè caotico. In genere, gli ordinatori sono le forze o le grandezze emergenti in un sistema, come in una società che evolve, che prendono il posto degli ordinatori precedenti, e tendono ad avere una maggior durata prevalendo su ordinatori di minore forza e durata.
                                         "La scienza non è null'altro che la ricerca dell'unità
                                                 nella varietà della nostra esperienza."                  
                                                             Jacob Bronowski